domenica 25 novembre 2012

Aggiornamento NaNoso!

In questi giorni, fra lavoro e NaNo, ho abbandonato un po' questo minuscolo angolo di cyberspazio.
Anche stasera, a dire la verità, sono qui piuttosto di corsa: sto cercando di rilassarmi un attimo prima di dare la scalata alle quarantaquattromila parole.
Ormai siamo in fondo: la barra blu del Word Count (quella sul sito del NaNo, l'altra, qui accanto, è rossa) è quasi piena. E non è stato facile, ieri ho tirato fuori più di quattromila parole per rimettermi in pari, dopo che tutta una serie di sfighe di vario genere e tipo mi avevano messo il bastone fra le ruote.
Comunque, ce l'ho fatta: sono tornata in carreggiata.
Sono arrivata al punto cruciale, tutto sta per compiersi e ho iniziato a mietere le prime vittime. Non vedo l'ora di metterci un punto per poi iniziare a lavorarci su. Una volta che la storia va dalla A alla Z la posso smontare e manipolare e quella è senz'altro la fase che mi piace di più.
Però prima la parola fine. Ed è per questo che vi dico ciao e filo a scrivere!

venerdì 23 novembre 2012

Un anniversario.


Ho sentito parlare di loro per la prima volta di loro sulla pagina Fb del Writer's Dream.
In termini a dir poco entusiastici e visto che, com'è noto urbi et orbi, WD non si fa certo scrupolo a bacchettare e smascherare (con giusta ragione) editori truffaldini e a pagamento, era un bel biglietto da visita.
Io alla pubblicazione unicamente digitale proprio non avevo pensato. A dirla tutta, avevo pensato poco pure alla pubblicazione tout court.
Però... però il manoscritto nel cassetto c'era.
Sapevo che il mio scritto valeva qualcosa e non per scienza infusa o egomania all'ennesima potenza, ma perché i riscontri al Torneo Letterario erano stati più che buoni. Ma sapevo anche che, per un mercato editoriale come quello italiano, era invendibile: un romanzo fantastico semi-dialettale, ambientato in una città sfigata, senza vampiri sbrilluccicosi, senza protagonista Mary Sue in distress e senza l'ombra di romance (anzi, con un velato accenno a un romance gay)? E chi mai ci avrebbe investito su dei soldi?
Voglio dire, era talmente chiaro che non mi ero nemmeno fatta del sangue marcio.
Ma quando ho letto la presentazione di WD mi sono detta: ben venga il digitale, se mi permette di scrivere quello che mi piace, come mi piace e di essere indipendente dalle mode del momento. Al grido (mentale) di "Stay Hungry, Stay Foolish", ho mandato il romanzo.
Ho trovato un editore con la E maiuscola, che mi ha proposto un contratto a regola d'arte, che mi ha trattata con professionalità assoluta (e contagioso entusiasmo), che ha curato l'editing del testo, che ne cura e ne curerà la promozione
Che ha creduto in me e nel mio romanzo e questo è più unico che raro.
Quando ho parlato con Andrea per la prima volta, subito dopo aver ricevuto la mail che mi comunicava il loro interessamento, ho avuto una sensazione piacevolissima e straniante. Mentre lo ascoltavo illustrare come sarebbe stato l'iter che ci avrebbe portato al testo finito, (editing in due fasi e correzione bozze) e lo ascoltavo dire cose del tipo "la promozione ci teniamo a curarla noi", avevo l'impressione di essere atterrata, non so bene come, nel Paese dei Balocchi dello scrittore esordiente, solo senza la fregatura di trasformarmi in ciuco.
È passato un anno.
Ultimo Orizzonte è lì, in vendita.
Dopo aver subito un editing lungo e accurato.
Dopo essere stato rivoltato come un calzino.
Dopo che un professionista con la P maiuscola l'ha letteralmente spulciato, trovando punti deboli, incongruenze, carenze nella caratterizzazione, spronandomi poi a porre rimedio, modificare, approfondire, senza mai accontentarsi del "buona la prima".
Dopo che le bozze sono state corrette, ri-corrette e poi corrette ancora una volta per buona misura.
E io sono qua a dire che un'altra editoria è possibile. E che WePub ne è un esempio.
Con loro non c'è trucco non c'è inganno, signore e signori. Sono esattamente quel che dicono di essere.
Perciò, se vi prendono, sentitevi fortunati: non potete trovare persone migliori.

Fantascienza verosimile: L'ultimo cosmonauta.

Manco a farlo apposta, già che in questi giorni rimuginavo su fantascienza e verosimiglianza (non c'ho un cacchio da fare, che volete?), mi arriva la mail di DelosBooks e, fra le altre cose, parla di questo libro.
Potevo farmelo scappare? Che domande, certo che no.
Ora, un paio di note veloci veloci: costa quattro euro e novantanove, che cominciano a essere tantini, per quello che mi riguarda. Lo so che il prezzo degli ebook è una delle diatribe del momento, ma non ci voglio entrare più di tanto: se costa troppo non lo compro e fine della storia. Però non ha i DRM e questa è una cosa furba: a me, come penso a ogni lettore del globo terracqueo che abbia familiarità con il digitale, rompono supremamente le scatole. Impedire la pirateria con un sistema che:
  • tratta il pubblico pagante come un potenziale ladro;
  • complica la vita;
  • si leva in quattro rapidi passaggi;
è proprio il modo migliore di invogliare la gente a comprare sì-sì. Perciò, brava la Delos che li ha tolti. Volesse il cielo che anche le altre c.e. arrivassero a fare lo stesso.
Comunque, non divaghiamo (cacchio, io divago sempre! Ma sarà possibile?): il libro.
Domanda secca: mi è piaciuto? Molto. Ho fatto fuori le cento pagine (centodue, per la precisione) in poche ore.
In pratica, è la storia del ritrovamento e dell'esplorazione di un'enorme nave aliena - che i russi hanno soprannominato Matrioska - che è comparsa nel sistema solare. Il racconto è ambientato nel futuro - in un futuro molto prossimo - in cui solo la Russia (e a fatica) sta continuando il programma spaziale. Saranno i tre cosmonauti Dimitri, Galenka e Jacov a cercare di svelare il mistero di questo enorme manufatto. Non voglio anticipare più di tanto la trama, solo incuriosirvi.
La narrazione - in prima persona, ma molto, molto ben gestita - è fatta da Dimitri, l'ultimo cosmonauta, appunto, dell'equipaggio della Tereskova (apro parentesi: adoro questo nome! La prima donna nello spazio: Valentina Tereskova. chiudo parentesi), la nave inviata a prendere contatto con la Matrioska tramite un rover apposito, il Progress. Ovviamente, le cose non sono andate lisce, infatti lui racconta anni dopo la fine della missione, quando riesce a evadere dall'istituto psichiatrico in cui è stato rinchiuso per cercare di trasmettere ciò che sa all'unica astronoma che era riuscita a intuire la vera natura della Matrioska e che, per questo, era stata ostracizzata. (E anche qui non vi dico di più.)
Le scene ambientate sulla Tereskova sono molto ben scritte e - sì - molto verosimili (del resto, Reynolds lavorava per l'ESA, quindi gioca in casa e scusate la quasi-rima). Non è male neanche quello che succede agli astronauti dentro la Matrioska - no che non ve lo dico! - ma è forse la parte con meno originalità. Invece, l'analisi della situazione sociopolitica russa, che si riesce a dedurre dal parlato e dall'ambiente in cui si muovono i personaggi, è la cosa migliore, secondo me. Reynolds non ci rifila pipponi per spiegarci la rava e la fava e lascia che noi lettori ci arrangiamo a capire... e fa bene. Inoltre, ci molla un bel colpo di scena finale e, sì, ci lascia con un po' di domande in sospeso, ma non per un difetto nella costruzione della trama. Solo perché quando si toccano certi paradossi - e qui taccio - è inevitabile porsi degli interrogativi.
Insomma, a me è piaciuto, l'ho trovato interessante, appassionante e ben scritto. I quasi cinque euro li valeva e penso che leggerò ancora qualcosa di questo autore.
La traduzione mi sembra ben fatta - quanto meno, non ci sono frasi palesemente a pera - il che è già qualcosa, visto l'andazzo attuale.
Un'ultima precisazione che non riguarda il libro, ma l'ebook: non so se sia il mio reader o meno, ma alcuni caratteri speciali - presumo la ç o qualche cosa del genere - non vengono visualizzati. Al loro posto c'è un punto interrogativo. Ecco, questo un po' mi dà fastidio.
Ah, l'autore ha un blog, questo. Ho dato solo un'occhiata, ma sembra interessante.


Adesso sto leggendo questo qui e devo dire che mi sta piacendo. Cioè, sono solo al secondo racconto (parla un pilota di cargo spaziali!), ma me lo sto godendo parecchio. E poi è lungo: quattrocento e passa pagine di racconti! Ho di che essere felice per un bel po'. Credo proprio che, se continua a mantere questa qualità, ve ne parlerò!

 

martedì 20 novembre 2012

Il primo meme della Parietaria

E così Domenico mi ha tirato dentro un meme. Il mio primo meme!
Si chiama Premio UNIA.
Perché "premio" non lo so, visto che non si vince niente, ma tant'è. La cosa funziona che io rispondo a delle domande e poi le passo ad altri sette disgraziati (che, immagino, saranno felicisssssimi).
Qual è il primo libro che hai letto in assoluto?
Facile! Arthur C.Clarke Le porte dell'Oceano.
Hai mai fatto un sogno ispirato a un libro che hai letto? Se sì, racconta.
Non mi ricordo quello che ho mangiato a pranzo, posso ricordarmi se ho mai fatto un sogno ispirato a un libro?!
Qual è la prima cosa che ti colpisce in un libro? La copertina, la trama o il titolo?
Dipende. A volte una cosa, a volte l'altra. Poi però il libro deve passare il test delle dieci righe, sennò rimane dove sta.
Ti è mai capitato di piangere per la morte di un personaggio? 
No. Sono donna di cuore duro e occhio arido!
Qual è il tuo genere preferito?
Ho dei problemi con il concetto di "genere", nel senso che di solito preferisco opere non ben inquadrabili. Mi piacciono le commistioni insolite. Tuttavia, sono più propensa alla letteratura fantastica (anche se poi non disdegno quella impegnata o i saggi). Ultimamente ho una spiccata monomania per la fantascienza. (Mannò! Non l'avreste mai detto, eh?)
Hai mai incontrato uno scrittore?
Qualcuno. Sono esseri umani pure loro: due gambe, due braccia, una testa, eccetera eccetera. Anche se alcuni sembrano convinti di essere super solo perché mettono parole in fila...
Posta un'immagine che rappresenta cosa significa per te la lettura:
Non un'immagine. Un video. Questo.

Adesso dovrei nominare sette disgr.. ehm, altri blogger, ma... siccome tutti quelli che conosco e stimo sono già stati tirati in mezzo, lo evito!

Domande sceme.

Sto pacciugando con la fantascienza. E questo, ormai, è noto urbi et orbi.
Ora, la fantascienza ha, per definizione, una parte di scienza.
(Sì, stasera sottolineo l'ovvio: sopportatemi, per favore).
Da un po' mi domando: ma un autore, quanto ne deve sapere?
Certo, se ha un background scientifico è meglio (ovviamente, deve anche essere un narratore dotato, altrimenti ciccia), ma se non ce l'ha... deve mettersi a studiare la meccanica quantistica, la teoria della relatività, quella dei wormhole oppure può farne a meno? Non sto parlando di un'infarinatura generale - secondo me ci vuole a prescindere - sto parlando di entrare un po' più nel dettaglio e nello specifico. Mi viene in mente che, ad esempio, Gibson entrò in contrasto con gli hacker perché, pur scrivendo di hacking e computer, era, in realtà, molto ignorante in merito e finì per "falsare" la cultura hacker piegandola ai suoi scopi letterari (e facendo un favore al mondo della narrativa fantastica, per quanto mi riguarda, perché adoro Neuromante).
Devi avere delle basi "serie", oppure devi essere bravo nel far credere al lettore che tu le abbia?
Magari a qualcuno sembrerà una domanda scema, ma continuo a girarci intorno e vorrei uno straccio di risposta, se possibile.
Collegata a questa, c'è un'altra questione: ma un autore, fino a che punto può dare per scontata la cultura generale in chi lo legge?
Non sto parlando degli spiegoni, sui quali ha fatto un ottimo post Germano.
Il discorso è che, per quanto mi riguarda e detto senza mezzi termini, sono una insopportabile so-tutto-io. Questo significa che, in genere, ho una buona base di conoscenze. Quando, però, trovo accenni o riferimenti a un argomento che non conosco, vado a informarmi per cercare di capire. Il corollario è che se mi trovo di fronte un autore che spiega cose che so già, nel senso che mi fa delle note a pié di pagina o delle appendici, mi infastidisco. Non sto quindi parlando del classico spiegone o dell'orrido as you know Bob (che, per inciso, detesto).
Il trait d'union fra i due dubbi di cui sopra è questo: credo che, se l'autore utilizza una terminologia tecnica, il lettore medio sia propenso a pensare che conosca ciò di cui sta parlando. Ovviamente, esagerare è controproducente: si finisce per confondere il lettore (il quale si scoccerà con giusta ragione).
Spiegare questi termini non ne "attenua" l'effetto? 
Non lo so, sarà che a me la specificità piace, ma quando trovo una terminologia particolare, specifica, su un dato argomento è come se quell'espressione, quelle parole, avessero un fascino speciale. Una specie di potere sulla mia immaginazione. Se però accanto - o a pié di pagina - inserisco la spiegazione, ecco, è come se questo potere si attenuasse.
Lo so, sono domande sceme. Prendetemi così, stasera.


giovedì 15 novembre 2012

Spesucce...

Io amo i banchetti dell'usato.
Sto parlando di quelli dei libri, ovviamente (e che altro?). Stamane che ero in giro, un po' giù per via di questioni di lavoro, mi sono fermata a curiosare e sono tornata a casa con:

Vita con gli orsi - Beth Day.

Letto, riletto, stra-letto. Valore affettivo: tendente a più infinito per una miriade di motivi.
Quando l'ho visto sopra gli altri, in bella mostra, mi è sembrato che il destino stesso l'avesse messo lì, apposta per me.

Fritz Leiber - Il grande tempo.
Soldati provenienti da tutte le epoche note (ed ignote) si danno appuntamento in un saloon extratemporale che si trova al di fuori dell'universo e in cui affascinanti entraineuses pensano a ristorare il morale della truppa. È in corso la più radicale e apocalittica delle guerre, quella dei Cambiamenti, e le due misteriose fazioni dei Ragni e dei serpenti non danno tregua alla realtà, che di battaglia in battaglia viene inesorabilmente modificata.
Solo leggere la sinossi mi ha fatto venire l'acquolina in bocca.
Ben tre romanzi completi!
Fuga nei mondi perduti - Non tutti i mondi della sfera di Gea sono civili colonie terrestri. Alcuni sono "mondi perduti", su cui Myron Tany e i suoi compagni d'avventura - una ciurma di desaparecidos dello spazio - inseguono il miraggio di una colossale fortuna.

Lurulu - Con questo inedito continua l'epopea di Myron Tany - sfuggendo a ogni regola e alla temibile polizia spaziale - su avamposti planetari dpve le condizioni di vita sono ancora selvagge e violente e dove tutto può accadere.

Oh. Ma solo io mi sono immaginata Myron Tany con la faccia di Mal?

I vandali dello spazio - in aggiunta allla pirotecnica saga, la ristampa di un grande classico: la storia di Dick, un giovane astronauta assetato di avventure, che riesce a scoprire il covo dei fuorilegge interplanetari e smascherarli.

Questo mi entusiasma un po' meno (ho idea che la quarta di copertina gli renda poca giustizia, ma vabbé).

Tutto e tre i  volumi per l'astronomica cifra di cinque euro. Cielo, sono davvero cicala inside, io...

mercoledì 14 novembre 2012

Donation day

Rapidissimamente: oggi è il Donation Day per il NaNo.
Se partecipare vi diverte, se non vedete l'ora che arrivi Novembre per poter iniziare la rincorsa del 50K, allora fate una donazione. Nella Donation Station ci sono varie opzioni, adatte a tutti i portafogli. Non siate tirchi, su!