mercoledì 31 ottobre 2012

Once Upon a Time 2x05 - The Doctor

C'è un solo Frankenstein per me. Ed è junior.
E così, abbiamo anche Frankenstein, eh? C'è da dire che Storybrooke non si fa proprio mancare niente.
No, il quinto episodio non mi ha convinta. Sempre meglio del terzo, con la cerimonia di nozze officiata da Lancillotto per la quale m'è partito un gigantesco "Che coooosa?!".
Mi sa tanto che le cose abbiano preso una china poco rassicurante. Siamo partiti dai personaggi delle favole. Ci abbiamo aggiunto quelli Disney - vedi Mulan che c'entra come i cavoli a merenda - poi la letteratura per ragazzi (il Cappellaio Matto, così fico che non mi passa nemmeno per l'anticamera del cervello di obiettare, e Capitan Uncino, altro fico fuoriserie, con buona pace del Dustin Hoffman di Hook), ora arriviamo al'horror?
Mi starebbe anche bene (meglio horror che Disney, a dirla tutta), se non fosse che intravedo un concreto rischio di allungamento del brodo, proprio quello che temevo alla fine della prima stagione.
E poi, se ci dovete proprio mettere i classici della letteratura: voglio il Capitano Nemo e il Nautilus, accidenti! (O Long John Silver, il mio cattivo preferito.)
Comunque: David/Charming sta cercando di farsi prendere sul serio (e con me proprio non ci riesce), Henry - poverello - è ridotto a mera esca. Trovo che il ragazzino sia al suo meglio quando è in coppia con Emma: quel nonno fin troppo giovanile che si ritrova non lo ascolta nemmeno per sbaglio e lo tratta un po' come un deficiente. Capita, quando si ha a che fare con un maschio accudente.
Rumplestiltskin si vede poco - ma più si scopre il suo passato, più le trame si fanno intricate. E quindi, senti senti, Herr Doktor aveva fatto centro alla prima, ma a Regina è stato fatto credere il contrario per farla diventare cattiva? Ho come l'impressione che se mettiamo insieme le cose, la poveretta è il personaggio più preso per il naso e manipolato di tutta la storia.
Tutta la puntata sembra riassumibile in "Regina, lasciati il passato alle spalle e vai avanti con la tua vita!": glielo dicono in tutti i modi e le salse, c'è solo da vedere se lo farà o meno.
Ha perso Daniel per la seconda volta, proprio quando credeva di averlo finalmente ritrovato. Bella botta che ha preso, poveraccia. Anche se, sapete una cosa? La preferisco cattiva. E non vedo l'ora, questo sì, che si arrivi al match con mammà sua. Da quel che ci hanno fatto vedere Cora è un pessimo soggetto, malvagia fino al midollo, senza se e senza ma.
Per il resto: Uncino tenta di fare l'agente segreto e viene sgamato subito da Emma. Noto che è il primo episodio in cui ha smesso di sembrare lobotomizzata.
Vedremo cosa succederà, ma per ora mi sento di dire che lo slancio della prima stagione è andato perduto. E poi... dove cacchio è finito August/Pinocchio? E chi accidenti sarebbe il tipo che apre l'episodio uno?
Prima che mi dimentichi, un plauso all'impatto visivo degli ultimi minuti prima della chiusura, da classico "film di Frankenstein"... anche se l'assistente mi ha un po' delusa. Io volevo Aigor!
No, cavolo, vogliamo mettere?

martedì 30 ottobre 2012

L'ultima furbata degli EAP: Rant Alert!

Oggi siamo al terzo post e no, non è che non c'ho un accidente da fare, ma è che, quando leggo certe cose, mi saltano i nervi.
Che io sia decisamente contraria all'editoria a pagamento l'ho già detto e in termini non equivocabili qui. Ho anche detto "se non ti informi e ti fregano, ti sta bene". Continuo a pensarlo, ma, a quanto pare, c'è anche chi, pur essendosi informato, rimane fregato lo stesso.
Come si legge in questo post.
Ora, c'è che quando vedo certe cose m'incazzo senza se e senza ma. C'è che non si può usare un testo come si userebbe un ostaggio ("comprami le copie o lo faccio sparire") e c'è che in Italia ne abbiamo viste tante e proprio non se ne può più di gente che si mette la legge sotto i piedi e la usa a modi zerbino.
Bisognerebbe sputtanarli, questi sedicenti editori che hanno imparato a rapportarsi con i propri autori facendo stage con i sequestratori, altro che lasciarli allignare nell'anonimato.
Ma, ehi!, se appiccichi un nome e un cognome, a quelle belle mail, ti becchi una denuncia per diffamazione. Loro truffano e nessuno dice un accidente.
Che difesa può avere, un esordiente, contro personaggi di questo genere?
Per quel che vale, dite che avete fatto controllare il contratto a un legale. 
Fatelo davvero, se non vi costa tanto, se avete un/a amico/a, un/a fidanzato/a, un/a cugino/a, un/a fratello/sorella avvocato. Dovrebbe essere una prassi comune, perché una firma non va mai - e dico mai - messa alla leggera. 
Ma, se proprio non avete i soldi, ditelo soltanto, a questi loschi figuri con la coscienza lercia. Mettete bene in chiaro che non siete indifesi. Che non siete una preda facile. Magari ci penseranno due volte, prima di rivolgervi le loro sgradite attenzioni e andranno in cerca di carne più tenera e più facilmente azzannabile.

Lo sapete...

... che giorno è oggi? Il 30 ottobre. Domani sarà il 31 e sì, è Halloween, ma me ne frega relativamente, tanto i dolcetti non me li fanno mangiare perché ingrasso. Però dopo-dopodomani è il primo novembre. C'est a dire... inizia il NaNo! Oggi ultimi ritocchi al materiale preparatorio, e poi ai blocchi di partenza.


Bibliobulimia e dintorni

Devo smetterla. No, sul serio, devo proprio smetterla: non bastavano le offerte di Bookrepublic, il fido banchetto dell'usato e la misteriosa libreria-zombie dei remainders, no. Ci si mettono pure le offerte lampo Kindle di Amazon.
Ma cosa deve fare, una, per vivere in pace?
Che non mi si può mettere sotto il naso cotanto ben di dio e illudersi che non ci caschi. Sono una donna, non sono una santa!
Comunque, ecco qua gli acquisti fra ieri e oggi:
Tales of terror from the Black Ship - Chris Priestley (e lo so che è un libro per ragazzi). 
La copertina mi ha attirata (non è buon segno, comunque, che mi lasci abbagliare dalle copertine. È così che ho commesso l'empio peccato di comprare La missione di Sennar). Però l'incipit è più stuzzicante di un aperitivo (perché, cavolo, raramente faccio lo stesso errore due volte e non comprerò mai più  a scatola chiusa!). E poi era in offerta a novantanove centesimi... vogliamo lasciarlo lì? No, che non vogliamo. Preso e iniziato. Per ora non sembra male: è appena entrato in scena uno strano guardiamarina che, a quanto pare, narrerà storie assai truculente a Ethan e Cathy, i due bambini protagonisti. Avanti, carino, non vedo l'ora di sentirle!

L'altro acquisto è stato The Demon Collector - Jon Mayhew
Di questo autore non so niente e, oltretutto, poche cose mi spaventano come le storie di possessioni demoniache, ma volevo proprio provare a leggere. E poi nella sinossi si parla di un viaggio al Circolo Polare e a me è venuto subito in mente Le montagne della follia. L'incipit è alquanto splatter (inizia con lo spappolamento in diretta di un ragazzino sotto le ruote di una carrozza). Infine, stava anche questo a novantanove centesimi. Meno di un caffé.
Come dire, ebook-caffè uno a zero.
Infine, Abraham Lincoln Vampire Hunter - Seth Grahame-Smith
Questo l'ho preso senza sbirciarci dentro, tanto più o meno ho un'idea della trama. Premesso che non ho visto il film, e a quanto pare ho fatto bene, e che ho girato intorno all'edizione italiana senza comprarla (sto diventando tirchia quando si tratta di cartacei, ma com'è?).
Ora, uno penserebbe che io abbia abbastanza roba da leggere per essere contenta, considerato anche il mio fiondarmi, non più tardi di due giorni fa, sul succulento Halloween Horror Bundle e, un quindici giorni fa buoni, sull'appetitoso Humble eBook Bundle - segnalati da Mr.Giobblin qui e qui.
Senza contare Novelist's Boot Camp e Mugging the Muse. E Consider Phlebas e... vabbé, ci siamo capiti.
Invece, non è così. Perché la bibliobulimia è una dipendenza ("salve a tutti, mi chiamo Valentina e ho un problema"). Così stamani, passando di rientro dal caffé, ho effettuato una rapida sterzata a sinistra e mi sono infilata nella libreria-zombie uscendone con:
L'arma finale - Iain M.Banks. Non fa parte del ciclo della Cultura, no. Ma è Banks, e tanto basta. E poi, in offerta a otto euro e cinquanta! Eddai!
La scomparsa dell'Erebus - Dan Simmons. Penso che Simmons sia un signor autore, anche se alcune sue prove mi hanno lasciata perplessa (in primis il suo ultimo, Flashback, ambientazione meravigliosa ma troppo megafono per le convizioni politiche dell'autore). Però di questo avevo letto una bella recensione e poi, cavolo, era in offerta a dieci euri. Lo so, non ditemelo: sono una spendacciona. Ma, siccome alla libreria-zombie mi amano (e non è difficile capire perché), ogni due libri il terzo era in regalo.
E io ho scelto Non te ne andrai - Ann Rule.
Ann Rule è diventata famosa perché è stata per anni amica del serial killer Ted Bundy (ovviamente, del tutto ignara della sua vera natura). Suo primo grande successo è stato, infatti, la storia di quest'amicizia, raccontata ne Un estraneo al mio fianco. Non male, ogni tanto un po' palloso.
(Prima che diciate "ci ha marciato su", vi avverto: Bundy sapeva di questa pubblicazione e, a quanto pare, era d'accordo: magari appagava il suo narcisismo, vai a sapere).
Comunque, un'altra aggiunta alle tonnellate di roba da leggere, mi sento felice come Paperone nel deposito!
E poi: "I've never known a successful writer who wasn't also a compulsive reader" e anche "If you aren't a big reader, you're going to have terrible time figuring out what is a truly different approach to a story and what has been done to death".
Oh, lo dice Holly Lisle, mica io!

domenica 28 ottobre 2012

Il piccolo nerd interiore

Una delle cose che ho sempre apprezzato in Pascoli è l'intuizione (geniale) riguardo al fanciullino: quella parte dell'anima del poeta in grado di guardare al mondo con occhi di bambino, pronto a meravigliarsi, privo delle "sovrastrutture" che il tempo e le esperienze ci piantano addosso, rendendoci cinici e forse un po' tristi.
Senza fanciullino ci riduciamo così
Il fanciullino, secondo Pascoli, era ciò che distingueva il poeta dal non-poeta, ma, da quel che mi ricordo, lui lo vedeva come fosse una "caratteristica innata". O ce l'hai, o non ce l'hai. Non ci ho mai creduto, a 'sta cosa: ce l'abbiamo tutti, solo che bisogna trattarlo bene e prestare grande attenzione, perché e facile, fin troppo facile, che muoia, soffocato dalle cose che ci succedono.
Però.
Però, ecco, c'è un'altra differenza: il poeta c'avrà pure il fanciullino, ma gli scrittori e i lettori di narrativa fantastica hanno qualcuno che è assai più fico: hanno il piccolo nerd.
Al piccolo nerd piacciono i mondi immaginari, la magia, i cavalieri, le astronavi, spade e raggi laser (se sono spade-laser, anche meglio). Gli piacciono mostri, leggende, fantasmi e zombie. I viaggi nel tempo e i supereroi. Le avventure archeologiche pericolose. E i dinosauri, of course. Magari non tutto insieme, o anche sì.
Il piccolo nerd è quello che rimane a bocca aperta fantasticando la possibilità di colonie umane nello spazio e che, guardando una gallina inclinare la testa - nel tipico gesto da gallina - nella sua mente leva le piume, le sostituisce con scaglie, la immagina alta cinque metri, lunga tredici e pesante sette tonnellate... e con denti affilati al posto del becco.
Il piccolo nerd gioca di ruolo e ci mette tutto se stesso. Il piccolo nerd è quello che vi fa collezionare manga, guardare anime e custodire le action figures come nemmeno Gollum con l'anello. Ed è quello che vi fa andare in giro - a quasi quarant'anni - con la maglietta della serie tv fantascientifica preferita - o del supereroe prediletto - e fissare dall'alto in basso chi, è evidente, disapprova e pensa che siate solo un disadattato con la sindrome di Peter Pan senza uno straccio di idea di come si viva nel mondo vero.
Perché il piccolo nerd, un po' più grande e smaliziato del fanciullino, lo sa, che la gente normale lo guarda strano, lo giudica e pensa che dovrebbe decidersi a crescere una buona volta, ma fondamentalmente se ne frega, perché a lui una cosa è ben chiara: hanno torto loro.
Grazie a Marina per questo e quest'altro post!

sabato 27 ottobre 2012

Il genio di Christopher Moore.

Credo che Moore sia uno scrittore straordinario.
Non a livello tecnico, sicuramente ce ne sono di migliori, e non è nemmeno esente da difetti: tipo che, ogni tanto, ho l'impressione che voglia strappare la risata a ogni costo.
Tuttavia, credo che sia trascurabile a fronte di due enormi pregi. Tanto per cominciare, suona da virtuoso tutti i registri narrativi: nei suoi libri trovi momenti esilaranti, o crudi, o cinici, o di una dolcezza e di una sensibilità che lasciano interdetti. Ma soprattutto, riesce a rendere credibili cose che, dette così, sono assurde, tipo la storia d'amore fra un lucertolone preistorico e una donna, o Babbo Natale zombie cattivissimo che assalta una chiesa e succhia cervelli o Gesù che fa amicizia con lo yeti e pratica yoga insieme a un'elefantessa o, ancora, Tolouse-Lautrec con protesi a vapore per le gambe.
Mi viene spontaneo chiedermi come-cavolo-ci-riesca.
Prendiamo Tutta colpa dell'angelo.
Secondo me lui ha creduto che fosse possibile - anche se non era mai stato fatto prima - unire l'edificante favoletta di Natale con una storia di zombie e  ha messo insieme queste due parti così diverse senza snaturarle. Mi spiego: non ha reso Babbo Natale più cinico (oddio, il personaggio che indossa il costume non è proprio una persona gradevole, ma l'atmosfera natalizia e le illusioni del bambino che, in candida innocenza, dà il la a tutto il casino sono, come dire, perfettamente ortodosse) o gli zombie meno schifosi perché le due cose si incontrassero, come dire, a mezza via.
Anzi, gli zombie sono senzienti: sanno cosa stanno facendo, a chi, perché... e non glie ne frega un beato accidente. L'irruzione di Babbo Natale nella chiesa in cui sono asserragliati gli abitanti superstiti di Pine Cove è degna di un western di quelli cazz... ehm, con i controcosi.

Poi le porte si spalancarono, il vento sferzò nella sala portando con sé un puzzo orribile. Immobile, stagliato sull’ingresso della chiesa, c’era Babbo Natale che teneva Brian Henderson con la sua camicia rossa da Star Trek per la gola. Un gruppo di cupe figure si muoveva alle loro spalle, mormorando qualche lamento a proposito dell’IKEA; Babbo Natale puntò una calibro 38 alla tempia di Brian e premette il grilletto. Il sangue schizzò sulla parete di fronte e Babbo Natale gettò il cadavere fra le braccia di Marty del Mattino, che cominciò a succhiare il cervello di Brian dal foro di entrata del proiettile.
«Buon Natale, figli di puttana. Il vostro destino è segnato!» disse Babbo Natale.


Scorri la quarta di copertina di Un lavoro sporco e vedi che è la storia di un tizio che improvvisamente si ritrova a essere Dio della Morte. Allora pensi (perché lo pensi): "Ma che è 'sta stronzata?"
Poi lo leggi e non solo lo trovi plausibile. Ti piace pure.
Per quanto mi riguarda, Moore mi ha insegnato una lezione preziosa: al di là della tecnica, dell'abilità con cui si costruiscono trama e personaggi, è importante l'attitudine con cui ci si approccia alla scrittura. Pensare fuori dagli schemi, non aver paura di osare commistioni, anche improbabili, insomma, sfruttare appieno la libertà di creare che è la cosa più bella dello scrivere. E credere in quello che si fa. Sempre.

venerdì 26 ottobre 2012

Il principe del LOL

Ne sei proprio sicuro?

Charming è uno dei miei personaggi prediletti. Oh, come prendo per il sedere lui non prendo per il sedere nessuno del cast di Once Upon a Time.
Cose che succedono quando per tutta una stagione lo fai comportare come un idiota che ha problemi a decidere, come dire, in quale staffa infilare il proprio piede.
Nella stagione uno il poverello è stato - a mio parere - assai maltrattato in ambedue le sue incarnazioni: il principe James/Charming (soprannome del cacchio, comunque) è troppo piuccheperfetto per essere vero, come tale, digeribile quanto un mattone. David è, per dirla in una sola parola, un impiastro.
La stagione due non è iniziata bene, per lui: lo spiattellamento del cappello magico con tuffo carpiato e panciata del primo episodio non stonerebbe in uno qualsiasi dei film di Fantozzi. Quando si volta a guardare Regina con il viso striato di lacrime piangevo anche io.
Dal ridere.
Negli episodi seguenti il tapino si arrabatta come può, cercando di farsi dare retta dagli agitati cittadini di Storybrooke, di capire come recuperare moglie&figlia missing in action e di badare al neo-acquisito nipote con risultati  non troppo brillanti. L'unica cosa che imbrocca è il pippone, abbastanza banale se devo dire quel che penso, sul non perdere se stessi alla fine del terzo episodio, dopo aver smollato questa perla avvilente: I do the fighting, Snow do the talking... ah, ma allora lo sai, di non essere un cervello fino!
Comunque, in questo quarto episodio lo si vede poco, ma quel che si vede è abbastanza ridicolo, a cominciare dall'entrata in scena, piccone alla mano e canotta sudata come manco Bruce Willis in Die Hard, mentre lavora nelle miniere insieme ai Sette Nani. Poi, senza colpo ferire, pianta lì l'andiam andiam andiamo a lavorar, infila la camicia di flanella sull'ascella pezzata e annuncia che farà lo sceriffo ad interim. Oookay, spero che Biancaneve non guardi tanto all'igiene personale.
L'episodio, in realtà, è centrato su Rumplestiltskin, sul suo passato pre-Oscuro e sul rapporto attuale con Belle (apro parentesi: questo zuccone rovinerà tutto, con lei. chiudo parentesi). Quando Belle lo pianta e sparisce, il  povero Rumplestiltskin/Gold chiede aiuto proprio al neo-sceriffo, il quale gli dice a malincuore di sì... e questa strana coppia, cui si unisce in seguito Ruby/Cappuccetto Rosso, va in giro a chiedere se qualcuno degli abitanti abbia visto Belle.
[Nessuno l'ha vista... ma tutti ricordano anche troppo bene cosa ha combinato loro Rumplestiltskin:
Do you remember turning a butcher into a pig?
Can't say that I do. Why?
Well, he does.And apparently, it was his father. I'm beginning to understand why nobody wants to help you.]
C'è da dire che si impegna, il principe: mostra i muscoli (okay, le canottiere sudate non sono proprio il mio genere, ma vabbé), gira con la stella di sceriffo alla cintura, fa domande, si atteggia a punto di riferimento per la comunità, elargisce perfino consigli a Rumplestiltskin su come far funzionare un rapporto di coppia:

Honesty. That's how we did it. Hard work and being honest with one another.

Disse l'uomo che cornificò la moglie con Mary Margaret. Ciao, coerenza, non sapevo che ci fossi anche tu!
Caro Charming, ho idea che ti toccherà lavorare davvero duro per riguadagnare uno straccio di credibilità!