venerdì 21 settembre 2012

Is it Bigger on The Inside?


Guardateli.
No, dico, guardateli.
Quando Martha Jones ha lasciato il TARDIS ho tirato un sospiro di sollievo. Cioè, ero dispiaciuta per lei, povera sfigata (perché un personaggio la cui storia è un amore non corrisposto è sfigato, pochi dubbi in proposito), ma, onestamente: vivaddio s'è levata dalle scatole.
Non è che fosse male, Martha. Intelligente. Determinata.
Ma non era Rose - e, per sua sfortuna, non poteva nemmeno aspirare a esserlo. Aveva solo due alternative, di fronte a sé: cercare di ritagliarsi un altro ruolo, nella vita del Dottore, oppure tentare di ottenere quel che vuole.
Lei scommette sulla seconda e perde. A quel punto, rimanere non aveva più senso.

Dopo Rose, e il modo orrendo con cui è stata tolta di mezzo, dopo Martha e il suo "guardami, guardami, sono qui, pendo dalle tue labbra" ci voleva qualcosa di differente.
Qualcuno di differente.
Qualcuno che non idealizzasse il dottore e che lo riportasse con i piedi per terra.
E non intendo dire che il personaggio-Dottore aveva bisogno di una cosa del genere (sì che ne aveva bisogno, comunque). Intendo dire che, dopo due stagioni di storia d'amore inespresso finito poi malissimo e una di rimuginamento sul suddetto amore (per non parlare dei sospiri, occhi dolci e velati tentativi di Martha), lo spettatore aveva bisogno di una scossa. Aveva bisogno di leggerezza. Aveva bisogno di ridimensionare la figura del Dottore dal cuore spezzato - pardon, dai due cuori spezzati - e di vederlo sotto una luce nuova. Più leggera. Divertente.
Aveva bisogno di una come Donna.
La sua prima comparsa - The Runaway Bride - è folgorante. Lei non è una ragazzina come Rose, né pende dalle labbra del dottore come Martha.
Donna è una tremenda spaccapalle: aggressiva, polemica, assolutamente determinata a ottenere quello che vuole. Nel caso specifico, il matrimonio. A dispetto di tutto e tutti.
Non si fa impressionare più di tanto né dal TARDIS, né dal suo proprietario, che continua ostinatamente a chiamare "marziano".(La cosa si evolverà poi nello "spaceman" con cui si rivolge a lui quando la fa arrabbiare.)
Tutto quello che vuole - e in fretta - è che il Dottore la riporti nella navata della chiesa. E non le importa nemmeno del come lo faccia.
Tolti i primi momenti che sono un po' più tesi - lei entra nella questione-Rose, appena successa, con la grazia di un elefante in una cristalliera - il potenziale comico insito nella coppia ci mette poco a rivelarsi.
Il Dottore, abituato alle collaborative Rose e Martha, si trova ad avere a che fare con questa specie di virago che urla, sbraita, minaccia, si impunta e lo schiaffeggia. Che non solo non fa ciò che lui le dice - ma non è una novità, non lo fanno mai - ma fraintende, non si fida, si oppone. Donna fa ostruzionismo con tutte le sue forze.
Uno dei momenti che preferisco di questo special è quello dell'inseguimento sulla superstrada. Lui che cerca di convincerla a saltare e lei che non ne vuole sapere, non tanto (o non solo) perché ha paura, ma soprattutto perché ha addosso il vestito da sposa.
Ciò che mi piace di Donna è che non le manda a dire: non si fa alcun problema a dargli del cretino (long streak of nothing... alien nothing) o a gli rifilargli dei ceffoni.
La scena del loro secondo incontro - Partners in crime, subito dopo la conversazione mimata - è un po' la quintessenza di Donna: "Oh, my God! I don' believe it! You've even got the same suit!" (e poi, schifata) "Don't you ever change?" (risposta: "Yes thanks, Donna. Not right now.")
Però è anche quella che lo capisce meglio di tutte, forse perché non accecata dal romanticismo.
Ne vede i pregi, ne vede i difetti e, soprattutto, i punti deboli. E, a dispetto delle maniere da carro armato che esibisce di solito, è in grado, al momento giusto, di rivelare una sorprendente sensibilità. Forse non è un caso se è lei a sentire il battito del cuore di Ten 2.0. Non Rose, non Martha.
Penso che, fra tutte le companion della nuova serie, a Donna sia toccata la fine più ingrata (resta da vedere quella di Amy, a breve).
Da fan, trovo che sia davvero un finale atroce e ingiusto.
Da scribacchina, lo trovo zoppicante per due opposte ragioni.
La prima: il vero problema di Donna è che pensa di non essere abbastanza. Si sente fallita per quel che è - una segretaria, precaria per giunta - lo dice più volte. "I'm nothing special" è un po' il suo motto. In realtà dimostra di esserlo eccome e non solo perché Dalek Kaan manipola le linee temporali. Dimostra in più occasioni di essere un essere umano straordinario. In ragione di questo, cambia. Acquista sicurezza. Ma viene riportata al punto di partenza. Ed è vero, la vediamo sposarsi e probabilmente avrà anche una stabilità economica (grazie al "regalo di nozze" del Dottore), ma tutte le esperienze più belle della sua vita le sono state strappate via. In una maniera così radicale che è come se non le avesse mai vissute. È una perdita tanto grande che fa male a guardarla.
La seconda: se proprio doveva toglierle tutto quanto, perché non andare fino in fondo e ucciderla? Mi spiego meglio: Dalek Kaan ha previsto che uno dei Figli del Tempo morirà. Okay. Brutta boccia - come si dice qui - ma tant'è. Ora, Davies ha stiracchiato questa cosa: uccidere non è inteso in senso fisico, ma interiore. Nella lotta contro i dalek è una versione di Donna a morire. Ma solo a me suona male? Non sarebbe stato più "onesto" ucciderla davvero? Anche se il pubblico avrebbe probabilmente gradito meno - me compresa, eh.

7 commenti:

  1. Il destino di Donna può essere valutato da diversi punti di vista ma non penso sia peggiore della Morte. Certo le cose più belle che ha vissuto le sono state tolte, ma ha iniziato una nuova vita. E chi ha detto che non le possa capitare qualcosa di ancora più bello? E poi sei TU (spettatore) che sai che queste cose le sono state tolte. Lei non ne è consapevole. E' così terribile, da suo punto di vista?

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    1. Lei non ne è consapevole. E' così terribile, da suo punto di vista?

      Sì, lo è. Non è soltanto una questione di perdere i ricordi delle cose più belle. O una persona importante.
      Torna a essere la Donna dell'inizio, che ha un grosso problema di autostina, un lavoro insoddisfacente, una madre assillante. L'infelice che era. Non ha iniziato una nuova vita: è tornata a quella vecchia, dalla quale è fuggita a gambe levate.

      E chi ha detto che non le possa capitare qualcosa di ancora più bello?

      Più bello di salvare il mondo e andare a zonzo per lo spaziotempo? Più bello di essere il Dottore-Donna? Comunque, la risposta è "e chi ha detto che possa capitarle sul serio, questo qualcosa di ancora più bello?"
      Life isn't fair. Non è detto che riesca di nuovo a superare i suoi problemi di autostima.

      Il destino di Donna può essere valutato da diversi punti di vista ma non penso sia peggiore della Morte.

      Come ho detto, la morte di Donna sarebbe stata più soddisfacente se guardo la cosa con gli occhi della scribacchina.
      Lasciando cadere indizi che puntavano verso la morte di uno dei personaggi principali, Davies ha costruito una certa tensione. Ha indotto nello spettatore un'aspettativa. Solo che poi, invece di portare fino in fondo le premesse, effettua una "deviazione" un po' forzata, dicendo (in modo figurato): "no, no, avevate capito male. Intendevo dire che quella versione di Donna muore perché perde i suoi ricordi".
      E se la fan che è in me pensa: "Fiuuu, è andata bene, almeno è viva" (e solo in seguito indignarsi per il trattamento riservato al personaggio), la scribacchina storce il naso.
      Il "in realtà non muore, ma..." è un tipo di sotterfugio narrativo che mi ha lasciata molto insoddisfatta.
      Come ho specificato, se avesse ucciso Donna sul serio ci sarei rimasta malissimo, ma, considerando com'è strutturata la trama, sarebbe stato più logico e lineare.
      (Fra l'altro, questo trucchetto è stato usato di nuovo alla fine della sesta stagione. E non mi è andato giù neanche quella volta).

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  2. L'ho pensato anch'io. Potevano ucciderla davvero a questo punto... la fine che le hanno fatto fare è triste e quasi patetica.
    E comunque mi è sembrato forzato anche che per salvarla sia bastato oscurarle qualche ricordo, che comunque è sempre latente e non vedo come possa essere al sicuro dal ricordare, considerando che Londra viene invasa dagli alieni una settimana sì e una no.

    Marta alla fine mi faceva una gran pena, era più che non ricambiata, era proprio uno zerbino.
    Non poteva che sposare Mickey, mi verrebbe da dire X3

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    1. Concordo. Su tutto. (Anche sullo sposare Mickey!)

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  3. Scusami se insisto ;-)
    Ma siamo sicuri che la vita si Donna sia la stessa di prima? Non possiamo saperlo, al massimo possiamo specularci sopra. Proprio come stiamo facendo.
    E se Donna fosse morta, forse non saremmo qui a "filosofeggiare" sul vivere da mediocri o morire da "salvatori dell'universo". Non trovi che, da questo punto di vista, Davies con il suo sotterfugio abbia fatto centro?
    Sul piano meno "filosofico" penso che la serie stia diventando un vero e proprio Brand con tutti i difetti del caso. Il trucchetto di cancellare la memoria dei comprimari del Dottore, forse è utile, dal punto di vista della produzione per mantenere vivo l'interesse del pubblico. Se Donna fosse morta, non potrebbe più tornare no?

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    1. Ma siamo sicuri che la vita si Donna sia la stessa di prima?
      È chiaro che la vita non può essere la stessa di prima, il tempo passa, giocoforza si cambia e non è detto che sia in meglio. D'altra parte "siamo sicuri che lei abbia superato i suoi problemi di autostima"?
      Stando a quello che si sa nel penultimo special - immediatamente prima della morte di Ten - si è sposata, ma fa lo stesso lavoro e le condizioni economiche sono quel che sono (tant'è vero che il Dottore le regala un biglietto vincente della lotteria per mettere un po' a posto le cose).
      Come ho già detto, per quanto mi riguarda le hanno fatto fare una fine triste e atroce, riportandola al punto di partenza. Che lei non lo sappia, non cambia le cose.

      Non trovi che, da questo punto di vista, Davies con il suo sotterfugio abbia fatto centro?
      No. Da un punto di vista prettamente narrativo e a titolo del tutto personale, no, Davies non ha fatto centro, neanche facendoci filosofeggiare in merito.
      Costruire l'aspettativa di una morte e risolverla con un "non volevo dire proprio morta-morta" per me è sbagliato.
      Ci sono cause ed effetti: lui ha inserito una causa (la profezia) e non ha portato fino in fondo gli effetti (la morte di uno dei personaggi), distorcendo le cose per ottenere il suo scopo.
      Poi, chiaro, io sono nessuno. Ma questa è la mia opinione.

      Se Donna fosse morta, non potrebbe più tornare no?
      Non può farlo lo stesso: il Dottore è stato chiaro a questo proposito. Anche un minimo accenno a lui e al TARDIS, anche un frammento di ricordo a tale proposito, la ucciderebbero. Dati questi presupposti non penso proprio che possa tornare.
      E considerato che la gestione-Moffat si caratterizza per uno stacco netto dalla gestione-Davies, ivi incluso un completo rinnovamento (nuovo Dottore, nuovi companion, nuova location, nuovo TARDIS, perfino nuovo cacciavite sonico!), non penso che andranno a ripescarla.

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